Cronache da un Giovedì Santo

Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore.

Nel vangelo di Luca oggi risuona l’antico profeta. si infrange assordante questa parola su di noi sine modo, senza misura. Una parola che ha il sapore dei secoli e dei millenni, proprio oggi giovedí santo dove Gesú si spezza e si frantuma x tutti, proprio oggi 24 marzo, dove la memoria moderna ricorda il beato oscar romero e con lui il sangue di migliaia di martiri con l’annuncio delle beatitudini impresso nel cuore.

Don Raffaele e don Bruno aprono le porte e il cuore di questo villaggio situato tra le montagne del nord, ci introducono nella vita quotidiana e nell’esperienza della loro fede, del loro servizio. i ragazzi qui oggi non ci sono, é vacanza estiva. lunedí prossimo iniziano i campiscuola allora come fiumi prorompenti innonderanno le piccole case del centro di Cehom, rendendo piú fresca questa torrida estate! ma stasera li ritroveremo nei villaggi celebrando assieme e vivendo insieme questo primo momento della Pasqua.

Il sole sta tramontando, il vespro serale ci apre alla liturgia in Coena Domini e noi ci mettiamo in viaggio verso il villaggio di Maetom, lì abita l’etnia dei Karen, lontana 50 km dal centro di Cehon. una volta al mese i missionari riescono a raggiungerli, ma con il dono di 20 catecumeni hanno intensificato in quaresima il loro ministero, grazie anche alla presenza dei catechisti che seguono i fidei donum nella traduzione nel dialetto locale.

La chiesa è la scuola del villaggio, costruita grazie a tanta solidarietà, e stasera in questa scuola c’è un maestro straordinario che insegna! Qui sono giunti uomini donne ragazzi giovani , giornata dura tra i campi che si inerpicano sulle montagne, ma son qui per parole e gesti di consolazione, di vita…

Così il vangelo di Giovanni ci fa vivere quei momenti unici forti indelebili di Gesù. i suoi gesti segnano per sempre, segnano la comunità nascente, di generazione in generazione segnano fino a noi, anche questa piccola comunità:

“si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto”.

Ecco qui la nostta cattedrale: un pavimento grezzo a tavole di legno, tutti seduti a terra, i gesti della carità e della fiducia di d raffaele, le sue mani e l’acqua s’intrecciano con i piedi stanchi di lavoro di fratelli e di sorelle che nel silenzio della loro cattedrale accolgono questi momenti di vangelo.

L’eucarestia annuncia per tutti l’amore immenso del Padre, lo fa attraverso il dono totale della vita di Gesù: “prendete e mangiate!” il suo corpo spezzato ci è dato per sempre.

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Ora la piccola processione tra due candelieri apre il nostro incontro ravvicinato con Gesù tra gli olivi, si arriva fino ad un altarino addobbato con premura per l’adorazione. Siamo in silenzio, si sentono solo i suoni e i rumori della foresta che ci raggiungono dalle finestre aperte. contempliamo il Cristo, lo raccogliamo esausto tra i discepoli che scappano, tradiscono, rinnegano. Ora i nostri catecumeni sono svegli lì accanto al Maestro che il vangelo racconta solo e nel pianto! lasciamo la comunità in preghiera tra le cantilene in lingua Karen e ci allontaniamo tra il buio di queste montagne, la luna è alta, limpida e ci accompagna.

Il  nostro continuo pensiero stasera con la forza di questa piccola comunità è stato per don Giuseppe, perchè si riprenda al più presto. qui lo ricordano con gioia, la sua presenza e il suo affetto. umilmente abbiamo condiviso questa apprensione la preghiera è continua.

50 km per ritornare,
50 per ringraziare,
50 km per unire questa liturgia, solenne per i volti e la bellezza di tanti ragazzi, alle grandi liturgie di tutto il mondo. anche qui Gesù ha spezzato il suo corpo, ha consegnato come testamento segni indelebili. per tutti noi!

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