Venerdì Santo in Thailandia

Il Signore Dio è la mia forza,
egli rende i miei piedi
come quelli delle cerve
e sulle alture mi fa camminare.

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Apriamo il mattino del Venerdì Santo con le parole del cantico che aprono alla riflessione e ci consegnano un giorno particolare.

Accompagnamo questo primo momento del mattino contemplando ancora i segni della fiducia e dell’amore di Gesù con i suoi discepoli, in quella sera del cenacolo.
In questa piccola chiesa del centro l’altare è spoglio, disadorno, abbandonato.

2

I ragazzi e le ragazze hanno preparato un luogo a parte, bellissimo, con stoffa tutta tessuta a mano.

Preghiamo in questo pomeriggio di grande umiditá in un grande stanzone sotto casa della missione. Accompagnamo il Cristo in questi 14 momenti drammatici, paradossali, incomprensibili ma con cuore, con un annuncio di liberazione e giustizia con una tensione che ci apre al mondo. don Bruno Rossi che presiede chiede di porre in preghiera il carissimo don Giuseppe e la sua salute. In questi giorni si é aggiunta questa stazione inaspettata nella vita della missione. preghiamo con le famiglie presenti con grande speranza!

Stasera siamo a Pantum nel villaggio centrale. Qui e nei villaggi qui attorno vi abitano i tailandesi isaan provenienti dall’est e sono di origine di origine laoziana.

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Anche oggi i missionari riescono ad essere in tre parti. devono macinare km su km e poi attendere che il villaggio si riunisca dopo il duro lavoro quotidiano svolto dui campi, preparano i campi per le risaie per la stagione delle piogge. ora lavorano per la coltivazione del chapò, cioé il granturco, o per il radicchio o altre colture di sussistenza o di scambio o di commercio al mercato di ogni mattino. nonostante la fatica della settimana la chiesa si riempie, arrivano a gruppi di famiglie, i ragazzi giungono rincorrendosi.

La chiesa di sant’Agostino é accogliente, ha circa 10 anni, costruita con un buon volontariato, con tanta solidarietá e con il sogno di avere una chiesa per tutte queste piccole comuinitá che abitano qui attorno.

Qui stasera ci sono anche tre suore di s.Antida Turret, che curano la catechesi e l’animazione nei villaggi. Grazie a questo passaggio continuo tra le case hanno pensato di realizzare da alcuni anni una casa per disabili, arrivano da tutti i villaggi. un’attivitá che ha richiesto un lungo lavoro di fiducia e conoscenza.

Eccoci stasera con don Bruno fidei donum di Padova a vivere questo secondo momento liturgico. il silenzio dell ‘assemblea ci introduce nel mistero del Cristo, nella sua sofferenza e nella sua lotta, ma non perde in nessun modo lo sguardo del Padre e ci fa gridare e cantare con lui nel salmo 30: “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito.”

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la liturgia é semplice ma intensa, dignitosa, ti aiuta ad entrare nel mistero del Figlio dell’uomo secondo il racconto di Giovanni, é lui che si lascia giudicare dai tribunali e dagli uomini, é lui che si lascia condannare e rinnegare, é lui che si lascia crocifiggere e colpire a morte, si lascia fare tutto…fino a dividere le sue vesti, fino a giocare sulla sua sorte, decisa da un tradimento, decisa per trenta denari, decisa a grido di popolo: “crocifiggilo”, “crocifiggilo”!

Ora la piccola assemblea di fronte a quell’ultimo respiro di quell’uomo crocifisso s’inginocchia…in silenzio.
“presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.”

La liturgia sembra quasi breve per l ‘intensitá dei momenti. Ma ci allarga il cuore, ci allarga al giorno di domani.
Il giardino antistante la chiesa, come quel giardino del vangelo, ci vede tutti insieme a salutarci con un arrivederci a domani…per vegliare e pregare insieme.


 

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