É il tempo della grande Veglia

É buio, i grandi occhi dei bimbi luccicano alla luce lontana del fuoco. Le faville che si alzano dal grande falò si disperdono in alto verso il cielo e accendono le sue stelle. I catecumeni seguono il cero acceso, tra le mani forti del celebrante che irrompe nel buio del villaggio e fa strada verso l’altare cantando “Cristo luce del mondo”.

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Tutti allungano la mano e alla sua luce accendono la propria candela.
Ora é la Parola a fare strada a rendere piú luminoso il percorso che ci porta dall’alba della creazione, passando tra le storie umane e divine del popolo d’Israele, fino a cantare quel salmo tratto dal libro dell’Esodo che ci dá la certezza santuario preparato dalle mani di Dio: “…fai entrare il tuo popolo e lo pianti sul monte della tua eredità,
luogo che per tua sede,
Signore, hai preparato,
santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato.”

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Ora é il tempo delle piccole campane che in vari punti del villaggio stanno suonando anticipando il gloria che si alza al cielo, é vero, ora é il tempo dell’alleluja, ora é il tempo di gridare alla pietra del sepolcro e di frantumarla senza piú nessuna paura, la Vita ha vinto la morte!

 

Luca ci racconta che “il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, le donne si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù”. L’assenza fa paura, l’assenza é dubbio, ti pone domande. ma qui l’assenza é certezza!

In questa notte l’assenza é un amore che si fa eterno, per sempre, per noi.

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Le cantilene thai sono brezza che ci accarezzano e ci preparano il cuore per il dono del battesimo a questi fratelli e sorelle. I loro vestiti colorati, segno della loro identitá e della loro storia che ora legano x sempre al Maestro Gesú, risorto per la vita, rosorto per amore.

Ecco l’acqua! Ecco l’olio! Ecco il pane dell’eucarestia, ecco la festa della Vita che ha vinto!
L’eucarestia ora é un grazie, l’eucarestia ora é un dono, l’eucarestia ora é un canto,
l’eucarestia ora é un abbraccio di pace.

Alle 24 comunitá e cappelle con i loro rappresentanti dove i missionari domenica dopo domenica sono presenti con l’opera instancabile dei catechisti, il parroco don Bruno consegna il cero pasquale e l’acqua benedetta in questa notte e dá a tutti una consegna: “siate luce che illumina, siate acqua che disseta”.

L’ultimo canto scioglie note di grazia in tutti, ancora la preghiera intensa per d giuseppe é fatta presente e con questa luce e con quest’acqua nel cuore ripartiamo da risorti, qui o in tutti i villaggi karen, lahu, yao, aka, mong, thai lanna, in cittá o tra le montagne dove il Signore ci attende. Buona Pasqua, alleluja, alleluja.

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